Pagina:Tigre Reale.djvu/105

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Bella? — Tisica, mio caro, ossa e pelle, e dagli occhi grigi grandi così. — La conosco, disse il dottor Rendona, è sotto la mia cura. — Come si chiama? — Chi lo sa? Si fa passare per signora Conti, ma pronunzia questo nome come se fosse turco. — Anche quella di La Ferlita nascondeva il suo vero nome sotto uno pseudonimo. — Credo dev’essere stata infatti una bella donna; ha ancora dei begli occhi. — E nessuna speranza? — Quel che si dice nessuna; siamo al terzo grado, anzi alla fine del terzo grado; del polmone sinistro non gliene rimane quanto il pugno d’un ragazzo, il destro è andato del tutto. Quando faccio la mia ascoltazione medica le bollicelle scoppiettano come un fuoco d’artifizio. Tutta la mia scienza non potrà giovare che a vincere la morte per due settimane o tre. Non capisco perchè i medici di laggiù mandino qui i loro malati quando sono a questo estremo. Figuratevi un viaggio così lungo fatto in quello stato! È vero che non ripartirà più.

Giorgio che era entrato da qualche momento