Pagina:Tigre Reale.djvu/133

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ciare grandi lavori nelle sue terre, di andare ai bagni di Alì, c’era dell’irrequietezza. Gli rincresceva moltissimo che lo stato del bimbo non gli permettesse di mettere in esecuzione su due piedi l’idea fissa che faceva capolino sotto tutte le forme, quella di lasciare la città.

Un giorno ch’ero andato a fargli visita, mi domandò: — Tu che sei all’Albergo dei Bagni... ci sono molti forestieri?

— Pochi, per la stagione che corre.

Egli mi fissò, e non aggiunse altro. Un’altra volta domandò a Rendona: — E la tua ammalata? come sta?

— Come quelli che se ne vanno.

— Dev’essere assai triste morire così sola in paese lontano! aggiunse dopo alcuni istanti di silenzio.

— È giunto suo marito.

— Poveretta! chissà dove correrà il suo pensiero! chissà quanto avrà sofferto per arrivare a tal punto! chissà quale passione l’avrà uccisa!

— Oh la passione! di passione non si muore,