Pagina:Tigre Reale.djvu/139

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meno per vedere la gente che usciva dalla stazione.

All’albergo si passava la sera leggicchiando, pestando sul piano, o fumando e passeggiando in giardino. Verso le undici si udì arrivare una carrozza dalla parte di Giarre; io stavo per salire in camera mia quando m’imbattei faccia a faccia con La Ferlita.

Giorgio si arrestò bruscamente, poi mi venne incontro risolutamente e mi strine la mano con forza. — Infine, mormorò, dovea essere così! Andiamo in sala, in giardino, in camera tua, dove vuoi. Avrai tutto compreso...

Io avevo compreso perfettamente e lo condussi in giardino; la sera era mite, ma importuni non ce n’erano a quell’ora. Mentre cercavamo un banco, al buio, egli mi disse con voce sorda:

— Soprattutto... non mi far della morale; sai che è inutile.

— Io non te ne ho mai fatta, caro Giorgio; da dove diavolo ti è venuta questa idea...