Pagina:Tigre Reale.djvu/50

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

- 45 -

brava a Giorgio che gli buttasse in faccia come un’ondata dell’ignoto della sua vita, piena di acri profumi e di inesplicabili attrattive, che lo stordiva. Egli allora ammutoliva, e sembravagli di immergersi di botto, con un vago sentimento di voluttà aspra e dolorosa, nel passato di quella donna così impenetrabile. Sentiva una simpatia amara e un’avida curiosità per colei che gli era così straniera e tanto lontana in tanta intimità, e per uno strano fenomeno, quei sentimenti ch’ella gli nascondeva più gelosamente e che erano più alieni da lui, erano appunto quelli che l’attraevano dippiù. In certi momenti, senza menomamente dubitare che fosse perchè l’amava, avrebbe voluto ch’ella gli avesse raccontato tutto il suo passato, che si fossero confidati l’una all’altro tenendosi abbracciati, avessero dovuto poi piangerne in seguito.

— Vorrei essere suo fratello!» le disse una volta che avea il cuore più pieno.

Nata si voltò bruscamente, come se l’avesse punta.

— Perchè? domandò