Pagina:Tigre Reale.djvu/92

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sarà rivale: l’amore, il giuoco, l’ambizione, tutto sarà meschino per voi al confronto della memoria di colei cui non avete baciato un dito. Ecco come voglio essere amata: se fossi stata vostra amante, forse saremmo finiti per voltarci le spalle senza dirci addio; ogni giorno che avremmo passato insieme ci avrebbe rapito un’illusione; l’oggetto del mio amore dev’essere superiore a tutti gli altri. Voglio pensare a voi, sempre, nei lunghi dolori, nella solitudine, negli scoramenti che mi aspettano; voglio pensare che mi amerete come cosa al di sopra di voi, che mi cercherete dappertutto col pensiero, anche quando sarò morta. Vi condanno a pensare a me, vi condanno ad adorarmi in ispirito, come una divinità, perchè vi amo! Voi sapete che mi rimangono pochi mesi di vita — voglio sopravvivere in voi. Addio, Giorgio! vi faccio una promessa; verrò a morire vicino a voi, non vi vedrò, avrò la forza di morire in silenzio, ma voi penserete a me, non è vero? Direte, forse in questo momento, ella è là, che si muore. Guardate, piango e vi assicuro che non mi accade di frequente! Vorrei piangere sulle vostre ginocchia.»