Pagina:Tigre Reale.djvu/96

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na, e infine quel medesimo sposo, bel giovane sempre ed elegante, in giubba e cravatta bianca, ma che avea un’aria singolare con quel fagotto di batista e di trine che portava attorno fra le braccia, trionfante senza accorgersene ma di buona fede, facendo ammirare a coloro che lo volevano e a coloro che ne avrebbero anche fatto a meno una cosina informe che si moveva con contorcimenti bruschi, impacciati, che faceva delle smorfie, e di quando in quando metteva una specie di belato.

— To’! par vero? Eppure è proprio La Ferlita col suo marmocchio in braccio! borbottò Crespi, scapolo impenitente, mentre che Giorgio ci passava vicino.

— Lascia vedere! ha diggià i capelli! esclamò un invitato ufficioso per soffocare l’osservazione del Crespi.

— Sì, rispose Giorgio sorridendo, è biondo.

— Tutti i bambini sono biondi, disse Vernetti.

— Come te, tutto te, la fronte, il naso... guarda se non è il naso di Giorgio, eh?