Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/574

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LIBRO TERZO 5u5 ,al tempo seguisse questa esclusione de’ Greci, non è agevole a dif&nire. Plinio dice che ciò f,i lungo tempo dopo la morte di Catone, che jeguì principio del settimo secolo di Roma, die precede, faccia senso contrario, o favorevole. Ora potrebbe dirsi che il fa favorevole. I. « Perciocché ivi si dice che furon due templi eretti ad Esculapio: il che certamente non può aver notato Plinio quasi cosa significante avversione a’ medici. Che se vi venisse in mente di dire che per l’avversione a’ medici fossero quelli eretti non dentro la città, ma fuori: primieramente dico che se ciò indicasse avversione, sarebbe questa, anzi verso Esculapio (il che fa a’ calci coll’erezione de’ templi) che verso i medici. Ma poi tal riflessione è sventata da ciò che nota P. Vittore (Regione 4)! In insula aedis Jovis et Aesculapii, et aedes Fauni. Direm noi che fossero i Romani contrarii a Giove ed a Fauno? Plutarco alla quist. 94 delle romane tre ragioni accenna perchè si fabbricasse il tempio d’Esculapio fuor di città. i.° Perchè i Greci il solevano fabbricare fuori in aria aperta e salubre. a.0 Perchè gli Epidaurii, da’ quali erasi avuto quel nume, ne aveano il tempio lungi di città. 3.° Perchè essendo dall i nave che il portava, uscita una serpe, credettesi ch’Esculapio stesso avesse con ciò segnato il sito del tempio. II. « Confermasi la stessa cosa da quel che immediatamente precede al testo sopraccitato dove Plinio dice Quid ergo! damnatam ab conni rem utilissimam credimus? minime Hercules; poi seguita a dire che ivi Catone riferisce con qual medicina egli e la moglie si conducessero ad una lunga vecchiezza: e dichi uà d’aver un libro di rimedii per curare i figli e i famigliar). Questo racconto dinota che non la scienza e P oso della medicina ma sibbene la guadagneria si condannava, e la viziosa maniera d’esercitai la; come ora parlerebbe chi ragionasse de’ cavillosi artifizii de’ causidici: non rem damna, sed artem. Col nome d’arte non intendesi la