Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo II, Classici italiani, 1823, II.djvu/464

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


secondo 427 ,[j rettorica, di medicina, di meccanica, d’architettura; e assegnò stipendj non solo «’professori di tutte (queste arti, ma ancora a’ fanciulli poveri di onesta condizione , perchè potessero apprenderle, e agli avvocati nelle provincie, i quali trattassero gratuitamente le cause (id. c. 44)• Così tra le scienze da sè coltivate e protette non avesse egli dato luogo ancora all1 astrologia giudiciaria! Ma era questo un errore troppo allor radicato negli animi de’ Romani, ed era troppo difficile il tenersi lontan da uno scoglio a cui quasi tutti urtavano anche i più dotti uomini di quel tempo. IX. Era egli a temersi che un si saggio c sì amabile principe nel più bel fiore della sua vita dovesse rimaner trucidato barbaramente? E nondimeno tal fu l1 infelice sorte di Alessandro, Severo ucciso nel suo campo presso Magonza da’ suoi soldati impazienti della militar disciplina, a cui egli volea soggettarli, in età di soli ventisei anni, insieme con Mammea sua madre l’anno 235. Massimino, che fu da’ soldati tumultuosamente levato al trono, fu il principale autore di sì barbaro attentato. Era egli di vilissima nascita, ed avea per più anni condotte al pascolo le pecore. Poscia entrato nella milizia, era successivamente salito alle primarie cariche dell’impero. Egli lo resse appunto come poteva aspettarsi da un pecoraio. Feroce, crudele, avaro, fu l’oggetto dell’odio e del disprezzo di tutti. Quindi congiure e sollevazioni da ogni parte. I due Gordiani padre e figlio proclamati imperadori in Affrica , ma poco dopo uccisi, il secondo in battaglia , il