Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo III, Classici italiani, 1823, III.djvu/101

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40 LIBRO così sembra egli indicare nella prefazione eh1 ci vi premise. Ma io rifletto ch’ei non fa menzione di questa tra le altre sue opere di sopra accennate, e 11011 sembra probabile che dopo 93 anni di età ei potesse intraprendere sì gran lavoro. Per altra parte egli nel luogo sopraccitato sembra indicare che il compendio ancora in dodici libri fosse fatto da Epifianio: Quos a viro disertissimo Epiphanio in uno corpore duodecim libris fecimus Deo auxiliante transferri. E io perciò inclino a pensare che Cassiodoro altra parte non vi avesse che la direzione e il consiglio, e che in questo senso soltanto si debba credere ch’egli parli nella prefazione accennata. Per consiglio parimenti di Cassiodoro, Muziano, detto egli pure Scolastico, tradusse dal greco in latino 35 Omelie di S. Giovanni Grisostomo sulla Epistola agli Ebrei (ib. c. 8), la qual versione di nuovo è stata pubblicata dal P. Montfaucon nella sua edizione dell’Opere di questo santo Dottore (vol. 12); e questi è quel Muziano medesimo che avea pur recato di greco in latino il libro di Gaudenzio intorno la Musica. Da lui pure veggiamo che Bellatore fu persuaso a comporre i comenti su molti libri della sacra Scrittura, e a tradurre dal greco in latino alcune omelie di Origene; delle quali fatiche di Bellatore parla egli stesso più volte (de Instit div. lit. c. 1, 6). Di esse nulla ci è pervenuto, seppur non vogliasi adottare la congettura di monsig. Huet, che l’antica versione di alcuni opuscoli di Origene, che tuttora abbiamo, sia quella appunto di Bellatore. Qual parte avesse per ultimo