Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo III, Classici italiani, 1823, III.djvu/219

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158 LIBRO ruonsig. Gradenigo, da lui aggiunta alla mentovata apologia di S. Gegorio, in cui suggerisce l’idea di una nuova edizione di queste Opere stesse, la quale, quando sia felicemente eseguita, supererà ancora in pregio quella degli eruditi Maurini. IV. Ma la taccia d’uom credulo e semplice non è la sola nè la più lieve tra (quelle che da alcuni si appongono a questo sì rinomato pontefice. Essi cel rappresentano, dirò così, come l’Attila della letteratura, e cel dipingono quasi unicamente occupato nel far guerra a’ buoni studj e a’ loro coltivatori. Se fosser vere le cose tutte che di lui ci raccontano , noi dovremmo mirarlo come il principale autore dell’ignoranza in cui fu involta f Italia. Io debbo dunque entrare necessariamente all1 esame di questo punto, eli’ è troppo strettamente connesso colla Storia dell’Italiana Letteratura. E per procedere con brevità insieme e con chiarezza, a quattro capi si posson ridurre i letterarj delitti, per così dire, di cui S. Gregorio viene incolpato: i.° di aver cacciati dalla sua corte i matematici; 2.0 di aver incendiata la Biblioteca palatina; 3.° di aver disprezzato e vietato lo studio delle belle lettere; IV di aver atterrati i più bei monumenti profani di cui Roma era adorna. Moltissimi tra’ moderni sono gli autori che o di lutti questi delitti, o di alcuni almeno il fanno reo, e molti ne ho letti io pure per assicurarmi di non omettere alcuna delle pruove ch’essi ne adducono. Ma quegli che più recentemente e più ampiamente di tutti ne ha scritto, è il ch. Bruckero, il quale da