Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo III, Classici italiani, 1823, III.djvu/693

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u-33 turno ed^ esalti! Questa mia Storia allora riuscirebbe più breve assai, perciocchè, come altre volte ho detto, parmi cosa del tutto inutile il trattenersi unicamente in ripetere ciò che altri han detto. XXIV. Mentre la fama de’ professori, e gli onori ad essi accordati, e i privilegi conceduti agli scolari da Federigo , accrescevano ogni giorno più il nome dello studio bolognese, i romani pontefici ancora si unirono a onorarlo della lor protezione. E il primo fra essi fu Alessandro III, detto per f innanzi Rolando Bandinelli Era egli stato dapprima professore di sacra Scrittura in Bologna, come il P. Sarti ha chiaramente mostrato (De. Prof. Bonon. t. 1, pars 1, p. 46; et pars 2, p. 5) colle parole di IJgnccione vescov o di Ferrara, che fiorì alla fine di questo secolo stesso, tratte da un antico codice vaticano, ov’ei dice che il Decreto di Graziano fu pubblicato Jacobo Bononiensi jam docente in scientia legali et Alexandro tertio Bononiae residente in cathedra magistrali in divina pagina ante apostolatnm e’ jus. Il qual passo ad evidenza ci scuopre che oltre le leggi e oltre la filosofia, come abbiam già dimostrato , anche le scienze sacre aveano in Bologna i lor professori. Or Alessandro, poichè fu sollevato alla sede apostolica, e poichè vide formarsi il funesto scisma che sconvolse allora la Chiesa, scrisse una lettera enciclica a’ vescovi delle principali chiese, ragguagliandoli della sua elezione, e aggiunse poscia alcuni giorni dopo alla lettera stessa la relazione della maniera con cui il Cardinal Ottaviano erasi intruso nella