Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo III, Classici italiani, 1823, III.djvu/695

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XXV. Gran concorso a il essa di forestieri di ogni nati ou e. 634 tiBno non vi ha cenno nelle antiche storie. Ma nondimeno il ripetere che fa a questo luogo Ottone Morena i loro nomi (Script. Rer. ital. vol. 6 p). 1113), ne dà qualche indicio, come se volesse egli dirci con ciò, che per loro riguardo fu Bologna trattata da Federigo meno rigorosamente di più altre città d’Italia. XXV. In tal maniera l’Università di Bologna (che ben possiamo con tal nome appellarla , poichè di quasi tutte le scienze eranvi professori, come abbiam dimostrato) giunse presto a sì grande celebrità di nome, che vide fino da questi tempi molti stranieri, e alcuni tra essi per nascita e per dignità ragguardevoli , muovere da’ più lontani paesi per frequentarne le scuole , e non sol le legali, ma le altre ancora. Tra questi deesi annoverare prima di ogni altro il celebre S. Tommaso arcivescovo di Cantorberì, cui il P. Sarti, con testimonianze chiare di antichi e contemporanei autori, prova (t. 1, pars 1, p. 54» ec.) avere per qualche tempo coltivata la giurisprudenza in Bologna. Prima di lui era venuto in Italia per lo stesso motivo Arnolfo che fu poscia vescovo di Lisieux. Egli stesso l’afferma nella prefazione al suo Trattato dello Scisma, da cui fu travagliata la Chiesa dopo la morte di Onorio II, pubblicato, dopo il P. d’Achery, dal Muratori (Script. rer. ilal. t. 3, pars 1, p. 423), ov’ei così dice: me in Italiam desiderata diu romanarum legum studia deduxerunt. E benchè egli nomini qui generalmente l’Italia, è assai probabile però, che fra tutte le città italiane egli scegliesse quella ch’era per tali studj più celebre,