Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo IV, Classici italiani, 1823, IV.djvu/348

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SECONDO O37 Maestro Taddeo... il quale fu sommo fisico sopra tutti quelli de’ Cristiani (Cron. l. 8, c. (65). Benvenuto da Imola nei suoi Comenti sulla Commedia di Dante il chiama medico famoso, e dice eli’ egli era a’ suoi tempi appellato più che comentatore (Antiq. Ital. t. 1, p. 1262). Ricobaldo ferrarese lo dice peritissimo maestro de’ medici (Script. Rer. ital. vol. 9, p. 143, 253), Quindi non è a stupire che i Bolognesi accordassero a quest1 uom si famoso amplissimi privilegi, quai si veggono negli Statuti pubblicati dal P. Sarti (pars 2, p. 227), ove, fra le altre cose, si ordina ch’egli e i suoi eredi non sien costretti a pagare i comuni aggravii; che gli sia lecito l’acquistare poderi, ovunque egli voglia; e che gli scolari che ne frequenteranno la scuola, abbiano i privilegi e i diritti medesimi di cui godevano gli studenti dell’una e dell’altra legge; sollevandosi per tal modo la medicina per riguardo a Taddeo al grado stesso di onore in cui erano le scienze allor più pregiate. XII. E ben seppe Taddeo rendersi vantaggiosa la stima di cui godea, col porre ad altissimo prezzo l’opera sua nella guarigion degl’infermi. Piacevoli a leggersi son due monumenti pubblicati dal P. Sarti (pars 2,p. 153). Nel primo, che è de’ 21 di luglio 1285, Taddeo dovendo recarsi a Modena per curare il nobil uomo Gherardo Rangone, si protesta innanzi a tre procuratori dal detto cavaliere speditigli in suo nome, ch’essi gli debbon promettere ed esser garanti che nel suo viaggio non soffrirà alcun danno; che il ricondurranno a Bologna sano e