Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo IV, Classici italiani, 1823, IV.djvu/483

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


XXIII. E in Vercelli. 462 LIBRO però, che in quella università fra gli altri studi non era dimenticata la ecclesiastica giurisprudenza, poichè abbiamo accennato, nel trattar che di essa abbiam fatto nel primo libro, una lettera scritta dal re Manfredi a uno di cui non si sa il nome, invitandolo a recarsi a Napoli per interpretarvi il Decreto di Graziano. E come il Giannone stesso confessa che le Decretali di Gregorio IX ricevute furono in quel regno, così non è a dubitare che non ve ne fossero ancora molti interpreti e spositori. XXni. Nell’università eretta l’anno 1228 in Vercelli già abbiam veduto che si stabilì che, fra gli altri professori, due decretisti vi fossero e due decretalisti. Uno di questi fu verisimilmente quel Francesco di Vercelli che scrisse comenti sulle antiche Collezioni delle Decretali, e il quale da Giovanni d’Andrea è nominato tra gl’interpreti di esse (in proleg. l. 1 Decreti.). Il Panciroli allega l’autorità di questo scrittore a provar che Francesco tenne scuola in Vercelli (l. 3, c. 11). Ma nel passo da lui accennato io non trovo che il puro nome di Francesco senza menzione alcuna del luogo ove egli insegnasse. Forse a queste scuole medesime fu istruito quel Giovanni di Vercelli, ch’entrato poi nell’Ordine de’ Predicatori fu per qualche tempo professore di diritto canonico in Parigi, e l’anno 1264 fu eletto a maestro generale dell"Ordine, di cui parlano lungamente i PP. Quetif ed Echard (Script. Ord. Praed. t. 1 , p. 210, ec.). Lo stesso Giovanni d’Andrea nomina ancora Ugo di Vercelli (in 6 Decret. (tit. de offic. et pot. Deleg c. cum plures, ec.),