Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo IV, Classici italiani, 1823, IV.djvu/85

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64 LIBRO e si obbligarono i professori a stringersi con giuramento a non tenere scuola altrove che in Bologna. Il Muratori (Antiq.Ital. t. 3. p. 901, ec.) e il P. Sarti (l. cit. t.1, pars 2, p. 64) han pubblicate alcune formole di tai giuramenti fatti a tal fine da alcuni giureconsulti, co’ quali non sol promettono di non tenere altrove la loro scuola, ma ancora di non procurare in qualunque sia maniera, che gli scolari sen vadano ad altre città. Essi appartengono agli anni 1189, 1 *9®» 1199,,1213. Ma i giuramenti ancora non sempre ebbero forza bastevole a fermare i professori in Bologna; e noi vedremo che Pillio dopo aver giurato, come gli altri, senza farsi coscienza del suo giuramento, sen venne a Alodena. III. Dapprima però erano i soli professori che abbandonavan Bologna, e gli scolari, almeno per la maggior parte, ivi si trattenevano. Ma l’an 1204 avvenne cosa che ai’ Bolognesi dovette riuscire assai spiacevole e grave. Perciocchè alcuni professori con gran numero di scolari passarono da Bologna a Vicenza, ed ivi aprirono scuola. Le antiche Cronache di questa città ci han lasciata memoria dello studio che ivi allora fu aperto. Sub isto, dice Gherardo Maurisio, venit studium scholarium in rivi taf e Vicentine, et duravi t usque ad Po tes tari ani Domini Drudi (Script. Rer. ital. vol. 8, p. 15). E Antonio Godi similmente a quest’anno: Stridium generale J'uit in civitate Vicentiae, Doclorcsque in contrae fa Saniti Viti manebant, ut etiam hodie apud Priorem Sancti Viti apparent privilegia collationis studi (ib. p. 75). Quai fossero questi privilegi, noi nol sappiamo; ma