Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo V, parte 1, Classici Italiani, 1823, V.djvu/161

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I 3.j LIBRO ristorare. Ma di ciò che poscia avvenisse, io non trovo memoria. XXVIII. Abbiam veduto in questo capo me«pMUadiSie-Jesimo che l’anno 1320 erasi aperto in Siena d* Ar«xò.ila un altro studio generale, il quale però non potè gittarvi troppo salde radici, e in poco tempo si sciolse. Or l’anno 1357 pensarono i Sanesi di rinnovarlo , e a tal fine inviarono solenne ambasciata alPimperador Carlo IV. Questi, secondo i lor desiderj, a’ 16 d’agosto dell’anno stesso con suo diploma ordinò che si riaprisse ivi lo Studio in cui si tenessero pubbliche scuole di Diritto civile e canonico, di medicina, di filosofia, di logica e di gramatica e d’ogni altra scienza, concedendo inoltre alla stessa università i privilegi, le esenzioni e gli onori che agli altri studi pubblici si solean concedere. Il diploma è stato dato alla luce dall’Ughelli (Ital. sacra, t. 3, in Episc. senens.). Sol vi mancava la cattedra teologica, di cui nel diploma di Carlo non si ha menzione; e questa vi fu poscia aggiunta dal pontefice Gregorio XII nell’anno VIII del secolo susseguente; e se ne può legger la bolla nelle note del sig. Uberto Benvoglienti alla Cronaca Sanese pubblicata dal Muratori (Script. Rer. ital. vol. 15, p. 288). Ed esso era ancora in fiore l’anno 1399, perciocchè ne’ capitoli stabiliti, quando Gian Galeazzo Visconti ebbe la signoria di Siena, troviamo che fra le spese da farsi si notano: per le spese dello studio generale fiorini 3000 (ib. vol. 19, p. 4*6) (a). Anche Arezzo dovette al (’/) Altri doriimcni intorno alla università di Siena