Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo V, parte 1, Classici Italiani, 1823, V.djvu/411

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3^4 LIBRO fu preso in viaggio, c il riceverlo che fece cortesemente il vescovo di Firenze, prosieguo: A d veni un t Medici duo , quorum junior alter Dinus forma alacris , vultu quoque amabilis ipso; Praetereo laudes. L’anno seguente fu nuovamente inviato allo Studio di Siena, e abbiam già altrove recato il passo in cui egli racconta che molti degli scolari dell’università di Bologna, che in quelT anno si era disciolta, vennero a udirlo. Ma questo Studio ancora non ebbe lunga durata, e l’anno 1325 Dino era di nuovo ritornato a Firenze; perciocchè egli così conchiude la sua sposizione sul secondo canone d’Avicenna. Et finita est... anno Chris ti i325 die 27 mensis Octobris, quam ego Dinus de Florentia minimus inter Medicos Doctores incepi cum viguit Studium in Cini tate Senarum, et hanc partem Avicennae ibi in cathedra legi. Sed eain compievi, qui ir u Fiorenti am redii propter illius studii diminutionem et annihilationem. Il celebre dottor Lami avendo trovato che un Dino Salomoni del Garbo fu prigionier de’ Lucchesi nella rotta dell’Altopascio l’anno 1325, ebbe qualche sospetto che questi fosse il medico Dino (Nov. letter. 1718, p. 250). Ma essendo quella battaglia accaduta a’ 23 di settembre (Gio. Villani, l 9, ep. 304), se il nostro Dino fosse caduto in man de’ Lucchesi che per lungo tempo seguirono a guerreggiare co’ Fiorentini, egli non avrebbe certamente potuto compire la mentovata sua opera in Firenze a’ 27 di ottobre dell’anno stesso.# Filippo Villani conchiude dicendo che Dino già vecchio morì a