Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo V, parte 2, Classici italiani, 1823, VI.djvu/160

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fì64 LIBRO (ino al 1363 (ib. vol 15 , p. 641, scritti in lingua italiana, e que’ parimenti italiani di Rimini (ib. p. 8c;4) dal 1188 fino al 1385, continuati poi da altro autore fino al 1452. Intorno alle quali Cronache e a’ loro autori , io lascerò che ognuno cerchi le bramate notizie nelle prefazioni che il Muratori ha loro premesse nel pubblicarle. I PP. Quetif ed Echard parlano di un lor religioso detto Domenico Scevolino da Fabriano che in questo secolo scrisse la Storia della sua patria, che è rimasta manoscritta (Script, ord Praed. vol 1. p, 551). Roma finalmente, che fu pure in questo secolo un funesto teatro di novità strepitose, Roma, dico, non ebbe storico alcuno, o almeno niuno è fino a noi pervenuto, se non vogliamo chiamare Storia di Roma il breve frammento di Cronaca, che il Muratori ha dato in luce, di Lodovico Monaldesco (Script rer. ital. vol. 12, p. 527), che è per altro anzi una Cronaca generale che una particolare Storia di Roma. Essa è scritta in un dialetto quasi napoletano , e F autore al principio ci dà conto di se medesimo in modo tale che niuno F ha mai dato così esatto; perciocchè ei parla ancora della sua morte: Io Ludovico di Bonconte Monaldesco nacqui in Orvieto, e fui allevato alla Città di Roma, dove vissi. Nacqui l anno Mcccxxm del mese di Giugno nel tempo, che venne V Imperatore Ludovico. Hora io voglio raccontare tutta la Storia dello tempo mio, poichè io vissi allo mundo cxv anni senza malattia, autro che quanno nacqui, mi tramortio, e morsi di vecchiezza, e fui allo letto XII mesi di continuo.