Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo V, parte 2, Classici italiani, 1823, VI.djvu/342

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846 LiBno beccaio, e detto perciò Antonio dal Beccaio; e dice ch’ei fu della nobil famiglia de’ Beccaria da Ferrara, e che esso aveane avuto un ritratto in legno fatto circa il 1363, e conservato presso i discendenti di questo poeta , che questi fu figlio di Pietro, ed ebbe due figli Bartolommeo e Paolo, come si pruova dallo stromento d’investitura della villa Stiensa concedutagli da’ marchesi d’Este l’anno 1363.Il Quadrio al contrario afferma (Stor, della Poes. t 2, p. 174) che in un codice dell1 Ambrosiana in Milano , ove leggesi la canzone da lui fatta sulla creduta morte del suo amico Petrarca, egli è detto Antonio del Berthaio (*). Ma forse questo è un error del copista, o forse, come avverte il Borsetti (Hist Gymn. ferrar t 2, p. 326), non è che una diversa denominazione della stessa famiglia. Di lui fa menzione Francesco Sacchetti scrittore contemporaneo, dicendo: Maestro Antonio da Ferrara fu uno valentissimo uomo quasi Poeta, e ave a dell uomo di Corte... essendo in Ravenna... entrò nella Chiesa de’ Frati Minori, dov e il sepolcro del corpo del Fiorentino Poeta Dante... in quelli tempi che morì Papa Urbano V (Novella 121). Non parmi però, che il Sacchetti sia qui troppo esatto , perciocchè questo pontefice morì nel 1370, e (*) Antonio del Beccaio, o de5 Beccaria, ebbe un fratello di nome Niccolò, di cui pure si leggono alcune rime, c un’opera di esso inedita, intitolata Regnine, singulares , si conserva in un codice della libreria di San Michel di Murano, scritta nel 1379, da cui ancor si raccoglie eh’ei fu al servigio dell’imperador Carlo IV (Cai. MS. S. Michael. Fenef. p. in),