Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo V, parte 2, Classici italiani, 1823, VI.djvu/348

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852 LIBRO Mungitore aggiugne che alcune rime se ne leggono in un certo Rosario de’ Poeti, pubblicato da Maurizio de’ Gregori. Alcune l ime di Tommaso da Messina si trovano nella Raccolta dell’Allacci , e una canzone ne ha pubblicata il Crescimbeni (t 3, p. 83). Egli però, osservandone il rozzo e barbaro stile, crede (t. 2, par. 2. p. 78) che questi sia diverso dall’amico del Petrarca; e ch’ei vivesse a’ tempi di Federigo II, il che pure è stato affermato dal Quadrio (t. 2, p. 160, 180), dal Mongitore (l. cit p. 262) e da altri scrittori siciliani che fanno questo poeta non della famiglia Caloria , ma del Sasso. A dir vero però, non parmi che la rozzezza dello stile sia argomento bastevole a stabilire che quelle rime fossero scritte nel secolo XIII, perciocchè più altre se ne incontrano, come altrove ho avvertito, di tempo ancor posteriore, che si crederebbero scritte quando la poesia italiana era, per così dire, ancor tra le fasce. Quindi 9 se altro argomento non si produce in contrario, io penso che un sol Tommaso da Messina si debba ammettere tra’ poeti, e che questi sia P amico e coetaneo del Petrarca. XLVn. Nel viaggio che l’an 1341 fece il Petrarca a Napoli, si strinse in amicizia con due cortigiani del re Roberto, valorosi poeti amen due, e co’ quali poscia egli ebbe commercio di lettere in prosa e in versi. Essi furono Marco Barbato natio di Sulmona, ch’ei chiama sempre Barbato Sulmonese, e Giovanni Barrili da Capova. Di amendue parla con somme lodi in un suo componimento poetico (Carni. I. 2,