Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 1, Classici italiani, 1824, VII.djvu/165

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PRIMO* l4f) di questa università lece probabilmenle cadere, come sembra indicare lo stesso scrittore, quella eretta già in Vercelli nel secolo XIII, di cui non troviam più alcuna menzione. A quella di cui ora parliamo, vedrem chiamati molti de’ più celebri professori di questo secolo, singolarmente giureconsulti j e assai più copiosi frutti in ogni genere di erudizione e di scienza la vedrem dare, se giungeremo con questa Storia a tempi da noi meno lontani. XVm. L’altra università, in questo secolo eretta , fu quella di Parma. Ella dovette la sua origine a Niccolò III, marchese di Ferrara. Perciocchè essendo egli signore di quella città nel 1412, quattro di que’ cittadini furono inviati a Ferrara a porger le loro suppliche al detto marchese, perchè permettesse l’aprimento di uno Studio generale nella lor patria. Egli secondò volentieri le loro istanze ,* e i Parmigiani , impetratane ancora secondo il costume di que’ tempi f autorità del romano pontefice, invitarono a quella città alcuni de’ professori più rinomati, de’ quali dovrem parlare a suo luogo. Di questo fatto io non trovo altra testimonianza che presso 1‘ Angeli (Slof. ili Panna, l. 3), il quale lo racconta , ma non ne reca in pruova alcun documento. Ma come di alcuni sappiam per certo che tennero scuola in Parma, così si rende probabile che tale università fosse veramente fondata. Ed è insieme ugualmente probabile , che tornata questa città sotto i duchi di Milano, questi solleciti delle scuole pavesi, di quelle di Parma non si prendessero