Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 2, Classici italiani, 1824, VIII.djvu/161

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


SECONDO 8o3 in cui fu preso da morte in età di 80 anni, e non già circa il 1510 come hanno scritto il Panciroli e il co. Mazzucchelli. Il secondo di questi due scrittori rammenta le opere di Matteo, che si hanno alle stampe. Più lungamente ancora ne parla il Giannone, il quale reca innoltre le testimonianze sommamente onorevoli che ne han date alcuni famosi giureconsulti. Anzi egli riferisce ancor qualche opera ommessa dal co. Mazzucchelli, e quella singolarmente de. Consiliariis Principum, la qual però non fu mai data alle stampe.

XXIV. Avea la città d’Imola ricevuto non poco onore dal suo Giovanni già da noi nominato. Non minore ne ricevette ella da.Alessandro Tartagni, detto comunemente Alessandro da Imola, che viene annoverato concordemente tra i più grandi giureconsulti di questo secolo. Il Panciroli dalle opere dello stesso Alessandro pruova (c. iia) eli’ egli avea avuti per suoi maestri il suddetto Giovanni, Lodovico Pontano, Giovanni d’Anagni, di cui diremo tra’ canonisti, e Gaspero Ringhieri. Ed egli si mostrò degno di tai professori. Poichè ebbe ricevuto l’onor della laurea, fu prima giudice in Reggio, e il Panciroli reggiano si duole ch’egli ne’ suoi Consigli si mostri non rare volte nimico a quella città. Aggiugne poscia che passò meglio le epoche della vita di questo giureconsulto, avvertendo che la nascita se ne deve fissare circa all’anno 14i&, e la morte al 15a8. Di lui ha ancora parlato più recentemente il sig. Lorenzo Giustiniani nelle sue Memorie degli Scrittori legali napoletani, (t. ri V- 5, ec).