Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 2, Classici italiani, 1824, VIII.djvu/364

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1006 LIBRO ila Carrara filosofo e medico illustre, e di Donnina Suardi; ed egli stesso scrisse la Vita di suo padre morto nel 1456, la quale non è mai stata data alla luce, e la indirizzò a Giovanni Baroni vescovo allora di Bergamo, e poi patriarca di Venezia. E questo è il libro per cui dal Vossio ha avuto luogo fra gli storici di quel secolo. Ma diritto assai migliore gli danno a questo onore i quaranta libri di Storia delle cose ai suoi tempi avvenute in Italia. Il P. Calvi afferma (Scena letter. p. 299) che era stata quest’opera cominciata da Guido, e che fu poi dal figliuolo condotta a fine. Ma questi, come dimostra il Zeno, afferma altrove di averne già scritti trentadue libri, e di volerne scriver più altri, onde o niuna, o assai piccola parte potè aver Guido in questo lavoro. Giammichele Alberto a somiglianza del padre esercitava egli ancora la medicina, e con questo impiego trattennesi qualche tempo in Chiari nel territorio di Brescia (a). 11 Calvi afferma che in (a) llsig. canonico Lodovico Ricci di Chiari, da cui pure ho avuto un diligente e copioso estratto del poema di Giammichele poco appresso rammentato , mi ha trasmessi alcuni partiti da quel Pubblico presi per la condotta di esso. Non trovasi il primo tra essi, 111.1 da un atto di quel Comune de’ 21 di settembre del 1477 raccogliesi che allora egli era colà aspettato tra poco. Nel 1382 ei fu ricondotto; al che egli acconsentì a patto che non gli si scemasse punto il consueto stipendio, il qual però non sappiamo qual fosse. Nel 1484 era finita la sua condotta, e gli fu sostituito Michele Baietto: e finalmente, oltre l’esser medico di quel Comune, ei fu ancora ivi l’an 1482 luogotenente del podestà Benedetto Belasi, come dagli Atti stessi ricavasi.