Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/555

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TEIIZO, 1769 quale dice eh'ci si era disposto colle più sincere dimostrazioni di cristiana pietà. Egli ebbe in quell estremo l'onor di essere visitato da Francesco I, e mentre con lui si trattiene, sorpreso da mortal parosismo, fra le braccia del re medesimo, che per aiutarlo gli teneva sollevata la testa, finì di vivere. Uomo veramente degno di rimanere immortale ne fasti delle scienze e delle arti, e il cui nome sarà sempre glorioso fra gl Italiani non meno che fra gli stranieri. Io aggiugnerò alle lodi di Leonardo, dice il sig. Mariette in una bellissima lettera in cui esamina il carattere di questo grand’uomo (ih. L j, p. 193), che Michelangelo e Raffaello gli sono obbligati duna parte della lor gloria, poichè hanno cominciato a diventar grand uomini sulle sue opere. Raffaello ha preso da lui quella grazia quasi divina che guadagna i cuori, e che Lionardo spargeva cotanto graziosamente sopra i volti. Michelangiolo si appropriò quella sua maniera terribile di disegnare. Se poi l uno e l altro! hanno passato di assai, egli è anche sempre vero ch essi hanno infinitamente profittato de suoi prodigiosi studj. Che grande elogio è questo di Lionardo Nè il vantaggio d esser vissuto accarezzato e stimato da tutti i personaggi di distinzione del suo secolo, nè l’onore di essere spirato nelle, braccia di un gran re, non sono da paragonarsi con esso. XXVm. Lo stesso Mariette ci ha dato il catalogo delle stampe ricavate da’ disegni e da’ quadri di Leonardo, e nelle giunte fatte all’ultima edizione del Vasari si ha quello delle pitture di questo grand’uomo, che in diverse città Tirajjoschi, Voi. IX. 35 xvvni. Opere da li scritte.