Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/79

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TEnZO 1 2q3 ritrovare chi lo continuasse, e lo rifacesse, e perciò è rimasto meno famoso (*). xxvni. Nè trascurati furono gli altri generi di poesia, anzi di alcuni di essi si videro in questo secolo i primi saggi. Già abbiamo veduto che una specie di ditirambo ci diede Angiolo Poliziano nel suo Coro delle Baccanti. Alcuni componimenti satirici di Antonio Vinciguerra (**) segretario della Repubblica Veneta furono pubblicali verso la fine di questo secolo (Quadrio, /, 2, p. 545), e a questo genere si posson riferire le poesie del Burchiello e de’ suoi seguaci, e i sonetti di Luigi Pulci e di Matteo Franco da noi già mentovati. Abbiamo ancora osservato i principii della pastoral poesia ncll’egloghe di Jacopo di Buoninsegni e d’altri poeti. Lorenzo de’ Medici fu il primo, come osserva il Quadrio (£.3, p. 321), a scriver canzoni in vari metri per adattarle alla musica. Alcune Novelle descritte in versi nel corso di questo secolo si annoverano dallo stesso scrittore (t. 3, p. 361). E in prosa ancora scrissero a questi tempi novelle Masuccio Salernitano, di cui il Pontano ci ha lasciato fepitafio (Carni, p. 71), c Giovanni Sabbadino degli Àrienti bolognese, che alle sue diede il titolo (*) Oltre questo Francesco Cieco ferrarese, un altro Francesco Cieco fiorentino fu in questi tempi medesimi, di cui alcune poesie stampate si accennano nel Catalogo della libreria Capponi (p. 120, ec.). (**) Oltre le Satire stampate, alcune altre inedite del Vinciguerra si conservano nella libreria Farsetti (Dibl. ms. Fars. p. irtG).