Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 1, Classici italiani, 1824, X.djvu/163

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PRIMO l/jjj non era cosa, ch egli non facesse per gratificarla, come degnissima et singolarissima fra tutte le donne regalmente qualificate nei tempi nostri. Il matrimonio di essa col suddetto Giberto fu poi sciolto dal papa j ed ella allora passata a Roma, vi si trattenne fino al fin della vita, onorata da’ più ragguardevoli personaggi di quella corte, e da essi consultata ne più importanti atri, come raccogliesi dal copioso carteggio che tuttor ne conserva questo ornatiss sig. marchese Gherardo Rangone. Ella morendo lasciò eredi i PP. Barnabiti di Roma, che per tale munificenza poterono edificare la loro chiesa di S. Paolo alla Colonna (Rare Ili, Meni, de' Cher. reg. Barn. t. 1, p.48). Il conte e poi marchese Taddeo Rangone di lei nipote diè parte al collegio de’ cardinali della morte di Claudia \ ed egli ancora debb’ essere qui rammentato, perciocchè e negli anni giovanili coltivò insieme col co Claudio II suo fratello la giurisprudenza in Padova sotto il celebre Panciroli, e amendue ne riceveron la laurea, e poscia allor quando per una percossa avuta da un cavallo divenne inabile della persona, cercò nelle lettere un dolce sollievo alla sua sventura, e della sua casa formò quasi un accademia di scienze, a cui accorrevano tutti gli uomini dotti. Raccolse gran copia di libri latini, e ancor di greci, dei’ quali dilettavasi singolarmente, e ne son pruova le più belle edizioni degli antichi scrittori che ancor conservansi insieme con alcuni pregevoli manoscritti presso il soprallodato marchese Gherardo Rangone. Del marchese Taddeo ci ha lasciato un