Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 1, Classici italiani, 1824, X.djvu/289

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PRIMO 2-5 ili Bregno, di cui fu principe Giampaolo Lomazzo, e in cui recitavansi componimenti poetici nella lingua propria di quella valle, che volgarmente dicevasi Facchinesca, delle quali abbiamo scarse ed incerte notizie) e quelle che nelle scuole, ne’ convitti, ne’ seminarii furono istituite, delle quali ragiona il Quadrio (t. 1, p. 78). Degna di più special ricordanza è quella che in sua casa eresse Muzio Sforza Colonna marchese di Caravaggio. Ebbe principio a 10 di maggio del i5i)4> c fo detta degl’inquieti. Radunavasi essa ne’ giorni di giovedì, e gli accademici vi recitavano o dissertazioni, o altri componimenti sì latini che italiani; furono ancora scritte e pubblicate le leggi con cui essa dovea regolarsi, e in poco tempo si videro alla medesima ascritti i più dotti uomini che ivi allora viveano, e fra gli altri Giovanni Tosi, Giambattista Visconti, Giulio Arese, Gherardo Borgogni, Giampaolo Casati, Lodovico Settala, Annibale Guasco e più altri, i cui nomi si registrano dal Morigia, che di questa accademia assai minutamente e lungamente ragiona (Nobiltà di Mil. lib. 3, c. 34). Un bell’elogio ne ha fatto ancora il Borgogni, uno degli accademici: Io brevemente vi dirò, che questa (accademia) già due anni sono compiuti fu dal molto favore e della gratia dell illustrissimo et magnanimo Sig. Mutio Sforza Colonna Marchese di Caravaggio in casa sua fondata, con l intervento di molti Cavalieri et altre letteratissime persone, e fu l detto Signor degnamente il primo ad esser creato principe nostro per sei mesi, dopo i (quali gli successe Mons. Toso,