Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 1, Classici italiani, 1824, X.djvu/514

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5oO LI URO fiorentino fatto vescovo di Chioggia nel *->44; e inolio nel 1569) (Script Ord. Praed. l. c. p. 202), il quale nel concilio di Trento mostrò il suo sapere non meno che la docile sommissione nel ritrattare qualche opinione troppo liberamente proposta (V. Pallav. Stor. l. 6, c. 14), e di cui abbiamo più opere rammentate da1 PP. Quelif ed Echard, da’ quali però si ommette la Sposizione del salmo Qui habitat stampata dal Giolito in Venezia nel 1551 j Girolamo Vielmi veneziano vescovo prima di Argo nel Peloponneso; poscia di Città nuova nell’ Istria, e morto nel 1582. fra le cui varie opere è pregevole singolarmente quella de D. Thomae Aquinatis doctrina et scriptis più volte stampata (Script Ord. Praed. t. 1, pars 2, p. 264); Bartolommeo Spina maestro del sacro palazzo, che, benchè non intervenisse al concilio, fu nondimeno tra’ destinati in Roma a rispondere alle quistioni che da’ que’ Padri venivan proposte, e di cui si hanno alle stampe non poche opere (ib. p. 126). Gli altri Ordini religiosi ancora ebbero a quella grande assemblea parecchi de’ lor teologi che vi diedero pruove del profondo loro sapere. Ma a me non è possibile il ragionare, benchè brevemente, di tutti. Perciò ancora io non farò che accennare alcuni altri cardinali e prelati, dalla presenza de’ quali fu onorato quel sinodo, e che potrebbono somministrare ampio argomento alla storia, se a più altri oggetti non si dovesse ella rivolgere; come Marcantonio Colonna arcivescovo di Taranto, e poi cardinale, che per la vasta sua erudizione ne" teologici non meno