Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/145

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TERZO ' 1 ^97 mostra nondimeno e la molta erudizion del Ferrari, e il buon senso di cui era dotato, col seguire ch’ ei fa la traccia de migliori tra gli scrittori greci e latini, le cui autorità egli vien fedelmente recando. XXXIII. L ultimo di questo secolo a scrivere su questo argomento fu Pier Leone Casella natio dell’Aquila in Abbruzzo. Di lui, mentre era ancor giovane, parla con molti elogi Luca Contile in alcune lettere. Scrivendo da Milano nel i5(io a monsignor Francesco Castiglione, quel desso, io credo, ch era allora commendatario del monastero di S. Abondio in Como, e che fu poi vescovo di Bobbio, Il portator di questa, gli dice (Contile, Lett. t. 2, p. 272), è M. Pierleone Casella, gentil giovane et nobile, nato nella Città dell Aquila', et tanto più mi piace il lodarlo, quanto più mi sono per pruova certificato delle molte sue buone qualità e di Lettere e di costumi, di maniera che sono di gran lunga rimaso di lui non che soddisfatto, ma veramente stupito, perchè la molta cognizione, ch egli ha della poesia e del buon stile Latino, avanza molto l età sua, et mi rallegro con lei, ch egli venga a' suoi servigi. In un’ altra dell an 1562 rallegrasi col Casella che studi le leggi (ivi, p. 383), e in un' altra dello stesso anno lo esorta a soffrir con coraggio non so quai colpi di avversa fortuna, e gli dà avviso di aver ricevuti i suoi Epigrammi, cui egli spera di trovare, leggendoli, assai eleganti (ivi, p. 39.^). Questo è ciò solo ch io trovo intorno al Casella. L' opera De primis Italiae Colonis da