Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/233

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TERZO i385 (li essa ragiona a lungo ed esattamente il signor Liruti più volte da me lodato (De' Letter. del Friuli, t. 2, p. 218), ed è inutile perciò, ch' io ne dica più oltre. Essa però non parve abbastanza corredata di buona critica a Jacopo Valvasone di Maniaco soprannomato il vecchio, e quindi una nuova Storia ei ne scrisse in lingua italiana, e con altre opere, niuna delle quali è uscita al pubblico, rischiarò le vicende di quella provincia (*). Di ciò ancora veggasi il suddetto scrittore (p. 204), presso il quale innoltre si troveranno le più minute notizie di altri libri di somigliante argomento, che dagli eruditi Friulani furono scritti a que’ tempi. Nell immensa copia di storici da cui io veggomi quasi oppresso, mi conviene necessariamente accennarne molti di volo, molti ancora passarne sotto silenzio, e ristringermi a dire distesamente solo di quelli de quali non potrei, senza incorrer la taccia di negligenza, spedirmi sì in breve. LVI. Ferrara e gli Estensi che n’ erano allora signori, e che cogli uomini dotti furon sì liberali del lor favore e della loro munificeza, ebbero parimente non ispregevol copia di storici. E il primo che in questo secolo prendesse (*) Un’operetta del co. Jacopo Valvnsone da Maniaco è stata pubblicata di fresco nel trtmo v del Nuovo Magazzino Toscano, e illustrata con erudite annotazioni, cioè la Descrizione della Corgna nel Friuli, da lui scritta nel i565, e diretta al Cardinal Borromeo che era allora abate commendatario della Badia di MoggicZ in quella provincia medesima. Tiraboschi, Voi XII. i5