Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/334

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1486 LIBRO perutiles. Ad hoc ibi in maximo precio habitus per duodecim annos, aut certe amplius, publice professus, non modo barbariem prostravit et delevit, sedei extirpavit, et cum radice evulsit, vel minimum quippiam non amplius propagaturam; idque fecit diligenter, et adeo ut non minus Salamanticae et per totam Hispaniam linguae Latinae triumphus Lucio tribuatur. quam Romae et per totam Italiam Laurentio Vallae, qui suo seculo meram sinceramque Patriae linguam restituens, barbariem, quae altius increverat Gothicamque linguam pepulit, et in exilium p rosaripsit, eo vivente numquam amplius redituram. Dopo avere tenuta scuola in Salamanca per dodici anni, giuntone il nome a’ monarchi Ferdinando ed Isabella, questi il vollero alla corte, ove oltre al titolo di regio cappellano, fu il Marineo premiato con più beneficii ecclesiastici, come più distintamente si narra dai suddetti scrittori. Egli grato alla loro munificenza, scrisse più opere intorno alla storia di que’regni, cioè sette libri De Laudibus Hispaniae cinque, De Aragoniae Regibus, ventidue De Rebus Hi spanine mcmorabilibus, oltre le molte notizie che per la storia stessa si traggono da’ XVII libri dell Epistole famigliari!, dalle Orazioni e dalle Poesie del medesimo autore, delle cui opere ci dà un distinto catalogo il Mongitore. Non si sa quando, nè dove ei finisse di vivere, ma certo ei vivea ancora nel 1533, come pruova il Mongitore suddetto. Lo stile del Marineo non è molto elegante, se si confronti con quello di alcuni altri scrittori. Nondimeno, avuto riguardo a’ tempi e a’ luoghi in