Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/415

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TERZO I *>67 di a\mi luogo distinto nella Storia della Letteratura italiana, cioè del Cardinal Federigo Fregoso. Fu egli figlio di Agostino I* regoso e di Gentile da Montefeltro sorella di Guidubaldo duca d i rbino, e fu fratello di Ottaviano doge di Genova sì celebre nelle Storie di quella Repubblica. In età ancor giovanile fu fatto arcivescovo di Salerno nel 1507, e abbiamo una lettera scritta agli 8 di maggio dell’ anno stesso dal suddetto duca d’Urbino al re Cattolico, perchè dia al suo nipote Federigo il possesso di quell’ arcivescovado Lettere de’ Principi, t. 2). Ma!la parzialità de’ Fregosi pel re di Francia fece che Federigo non potesse per lungo tempo ottenerlo; e fu probabilmente per ciò, che il pontefice Giulio II concedettegli nel 1508 l’amministrazione del vescovado di Gubbio (Sarti de Episc. Eugub. p. 216). In quest’ anno era il Fregoso presso il detto pontefice, il! quale avendo udita la grave malattia del duca Guidubaldo, colà tosto inviollo. Ma egli giunse quando il duca era morto, e di là scrisse al pontefice quella bellissima ed elegantissima relazione della morte di esso, che il Bembo inserì poi in quel suo libro scritto in quell’occasione in lode di Guidubaldo e di Lisabetta di lui moglie. E ivi del medesimo Federigo fa il Bembo un magnifico elogio, introducendo Sigismondo da Foligno a così ragionarne: Nullo cum homine profecto totos dies quam cum illo libentius conficio. Nam cum est perhumanus, lenis. comis, blandus, salibus etiam et lepore omni ac facetiis scatens, tum a gravitate atque prudentia, et miro quodam vocis, ac \>erborimi,