Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VIII, parte 1, Classici italiani, 1824, XIV.djvu/100

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88 LIBRO e mecenate de’ dotti, onoravale di sua presenza , e avea in animo di fabbricare all’accademia una stanza che degna fosse di essa e del suo protettore. Ma la morte ne troncò i disegni. Continuò essa nondimeno, e crebbe anche vie maggiormente in fama per gli uomini eruditi che ad essa furono ascritti. Intorno a che veggasi il ch. sig. Sassi (De Studis mediol!. C. 13) che ne fu membro, e che potrebbe bastar egli solo a conciliare a quest’accademia grandissimo nome. Una dama ancora, cioè donna Teresa Visconti, detta con pastoral nome Eurilla, videsi ivi nel 1670 adunar in sua casa valorosi poeti, e formar una illustre accademia, a cui interveniva fra gli altri il celebre segretario Carlo Maria Maggi (Quadrio, t. 7, p. 1!\). Ma non sappiamo di qual durata essa fosse. In Pavia continuò ad aver nome quella degli Affidati; ma nè di questa, nè di altre accademie nelle città della Lombardia spagnuola non ci si offrono monumenti degni di distinta menzione. XVII. Fra le molte accademie che in Venezia formaronsi in questo secolo, e che si annoveran dal Quadrio (t. 1, p. 109) e da altri scrittori, io accennerò quella degl’Incogniti , fondata nel i(53o da Gianfrancesco Loredano, nella quale fiorirono Dardi Bembo, Giovanni Garzoni, Lionardo Quirino, Marino dell’Angelo, Pietro Michele ed altri, de’ quali si trovan gli elogi nelle Glorie degl Incogniti, ivi stampate nel 1647; opera che si può leggere da chi pago di raccoglier qualche notizia, può soffrire la noia d’uno stil tronfio e vizioso. L’autore