Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VIII, parte 1, Classici italiani, 1824, XIV.djvu/147

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PRIMO 135 ildlic. p. 36). Non così in Milano, ove principalmente la biblioteca Ambrosiana offerse gran pascolo alla dotta loro curiosità e alla lor maraviglia. In fatti f erezione di essa è una delle cose più memorabili di questo secolo, e può bastare essa sola a rendere immortale il nome del Cardinal Federigo Borromeo, che ne fu il fondatore. Cugino, allievo e successore nell1 arcivescovado di Milano del gran cardinale S. Carlo Borromeo, ne imitò gli esempi e nell1 esercizio delle più ardue virtù, c nell* instancabile zelo per la custodia del suo gregge, e nella splendida munificenza nel protegger le scienze; e gli fu ancora superiore nel coltivarle per se medesimo. In età di soli 23 anni fu dal pontefice Sisto V ascritto tra’ cardinali nel 1587; e lo studio che fin d1 allora nvea egli fatto nelle lingue latina e greca, ebraica e caldaica, indusse Sisto ad affidargli la soprantcndenza all1 edizioni de1 Concili! e «Iella sacra Scrittura. cì;° faceansi in Roma. Nel ifu eletto arcivescovo di Milano, e resse con fama di ottimo e santissimo pastor quella Chiesa fino all’anno 1631 in cui a’ 22 di settembre chiuse i suoi giorni. Io non mi arresterò a parlare più lungamente di quelle cose che nella vita di questo grand’uomo non appartengono all1 argomento di questa Storia, e che si posson vedere ampiamente descritte nella diffusa Vita che ne scrisse Giuseppe Rivola, e che fu stampata in Milano nel 1656. Ma non debbo toccare sì leggermente ciò che concerne agli studi e alle opere di esso, e alla fondazione della mentovata biblioteca. L1 Argenti ci ha dato un ampio catalogo delle opere