Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VIII, parte 1, Classici italiani, 1824, XIV.djvu/206

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iy4 libro ei diè alla luce nella stessa città l’antico Martirologio della Chiesa romana da lui illustrato con erudite annotazioni. Ma egli credette clic esso fosse lavoro di S. Girolamo, nel che i moderni critici han seguita altra opinione, riputandolo opera di circa quattro secoli più recente. Una nuova edizione ce ne ha poscia data nel i;56 con molte aggiunte l’eruditissimo monsig. Mansi arcivescovo di Lucca; il che pure egli ha fatto dell’altra opera del Fiorentini che molta luce ancora ha sparsa sull’ecclesiastica storia, cioè delle Memorie della gran contessa Matilda, da lui pubblicate la prima volta in Lucca nel 1642. Il giudizio che di quest’opera ha dato il Leibnizio, può bastare esso solo per qualunque più luminoso elogio: Vita magnae Mathildis, quam dedit, scrive al Magliabecchi parlando del Fiorentini (cl. German. Epist ad Magli ab. p. 72), thesaurum continet praeclararum notitiarum, nugis explosis, quas vulgo ex se mutuo transcribunt Ristorici (a). Uu’ altra (a) 11 Fiorentini non fu nè il primo nè il solo a rischiarare la Vita di questa celebre principessa. Fin dal secolo precedente di essa aveano scritto don Silvano Razzi, Guido Mellini, don "Benedetto Lucchino. Ma le opere loro non sono scritte con quella giusta critica che or si richiede; e sono anzi ampollosi elogi, che esatte storie. Il Fiorentini fu il primo a scriverne con qualche maggior discernimento; benchè egli pure in più cose cadesse in errore. Pregevole sarebbe 1 opera che sulla Genealogia della contessa Matilde scrisse in latino Felice Contelori canonico della Vaticana, che fu stampata in Roma l’anno 1657 dopo la sua morte, in cui egli inserì molti documenti autentici e interessanti. Ma 1 edizione ne è scorretta di troppo, e non se ne ha perc.ò