Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VIII, parte 2, Classici italiani, 1824, XV.djvu/72

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DCp LIBRO Io però non farò che accennare quelle di D. Placido Puccinelli monaco Casinese, di Girolamo Borsieri, di Carlo Torre, per tacer d’altri anche men buoni scrittori. Le Storie latine di Giuseppe Ripamonti canonico della Scala furono applaudite finchè lo stil gonfio e ampolloso ebbe plauso. Ma al risorgere del buon gusto se ne sminuì di molto il pregio, e a’ lumi della critica innoltre vi si scoprirono molti errori. Bella ed erudita è la dissertazione De Metropoli Mediolanensi del P. Eustachio da S. Ubaldo agostiniano scalzo, perle diligenti ricerche che vi s’incontrano sull’ecclesiastiche antichità. Giannantonio Castiglione sacerdote milanese, morto in occasion della peste del 1630, fu attento ricercatore degli antichi monumenti ecclesiastici della sua patria, e altre più altre opere sì stampate che inedite, le quali si annoverano dall’Argelati Bibl. Script, mediol. t. 1, pars 2, p. 370, ec.), molte egli ne pubblicò nella sua opera stampata in Milano nel 1625, e intitolata Mediolanenses Antiquitates, libro che rappresenta l’immagine e dà la descrizione di molti di cotai monumenti da lui veduti in diverse chiese di Milano, e in quella singolarmente di S. Vincenzo, all’occasion dei quali egli dottamente ragiona su molti punti d’ecclesiastica erudizione. A niuno però tanto debbon le storie e le antichità milanesi, quanto a Giampietro Puricelli, uomo veramente dottissimo, e dotato di una critica a que’ tempi maravigliosa. Nato in Gallarate nella diocesi di Milano a’ 23 di novembre del 1589), prima alle scuole de’ Gesuiti nella detta città, poscia in quel