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| l'ospitalità del cuore | 11 |
E giunse in Mesopotamia, nel paese dov’era Nacor, fratello d’Abramo. Fece riposare i cammelli fuor della terra, a un pozzo ch’era lì d’acqua viva. Ed era sull’ora di sera, quando le donne solevano venire per acqua. Ci venivano così le ricche come le poverette tutte insieme, come sorelle; s’usavano ai servigi della casa; ed erano le une alle altre compagnia. Allora il servo, pregando in suo cuore, pensò: “O Signore Iddio d’Abramo signor mio, aiutatemi, prego, oggi, e fate misericordia ad Abramo, il signor mio. Ecco io sto presso questa fonte, e le figliuole di questi del paese verranno ad attingere. Dunque la giovanetta alla quale io dirò: China la tua secchia, acciocch’io bea; ed ella risponderà — Bevi, Bevi, — anzi darà bere anco ai cammelli; è quella che voi avete preparata per Isacco diletto vostro, o Dio Signore. E a questo conoscerò che avete fatto misericordia ad Abramo il signor mio.” Non aveva ancora compite queste parole nel suo pensiero, ed ecco usciva Rebecca, giovanetta gentile, figliuola di Batuele, il quale era figliuolo di Nacor, fratello d’Abramo. E teneva la secchia a braccio. Scese alla fonte, e la empiette: e tornava. Le si fa incontro il vecchio, e dice: “Dateıni, fanciulla, un pochin d’acqua da bere.” La quale rispose: “Beete, signor mio.” E presto prese la secchia, e la resse col braccio, e gli diede bere. E quand’egli ebbe bevuto, la fanciulla soggiunse: “Anco per i vostri cammelli attingerò, che bean tutti.” E vuotò là secchia ne’ canali da abbeverare le bestie: e ricorse al pozzo per riattingere, e ne diede a tutti i cammelli. Il vecchio la rimirava senza parola, stando a vedere come Dio guidasse in buon’ora il suo viaggio. E quando i cammelli ebbero bevuto, mise fuori il vecchio buccole d’oro e braccialetti d’oro, e disse alla fanciulla: “Di chi siete voi figlia? Ditemelo: c’è egli