Vai al contenuto

Pagina:Torre - Del concetto morale e civile di Alessandro Manzoni.djvu/20

Da Wikisource.

— 16 —

novità questa da ricantarcela su tutti i toni, quando nel secolo passato fu predicata dall'Elvezio, e nella Grecia da Democrito, e, più innanzi ancora da Kanada nel Vaiseshika? Pare, dice Elvezio[1], che nel mondo morale come nel fisico, Iddio non abbia collocato che un solo principio, di cui tutte le cose che furono, che sono e che saranno, non sono che necessarie determinazioni. Egli ha detto alla materia: io ti fornisco di forza. Ad un tratto gli elementi sottoposti alle leggi del moto, ma erranti e confasi nei deserti dello spazio, han formato mille mostruose unioni, han prodotto mille caos diversi, fintanto che si son finalmente collocati nell'equilibrio dell'ordine fisico in cui al presente l'universo è disposto,» Se nonché, le fantasie elveziane non raggiungono il sublime dell'assurdo. Elvezio almeno pone Dio, cioè la intelligenza infinita a capo di tutte le evoluzioni della materia; Ma il Büchner no; egli vi dice che il tempo, cioè un rapporto che non si può concepire senza le forme

  1. Vedi il terzo discorso dello spirito.