Pagina:Torriani - Senz'amore, Milano, Brigola, 1883.djvu/113

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«Oh Maddalena, non mi abbandonare, che t'ho voluto tanto bene; non mi abbandonare!» E morì pregando lei come se fosse stata la Madonna.

Rimasta vedova, la Cecchina aveva dovuto provvedere per parecchi anni a sè ed ai figli col solo lavoro delle sue mani. Aveva fatto la lavandaia, la serva, la barcaiola, la filatrice. Poi i figli avevano cominciato a guadagnare qualche cosa. Ma, avvezzi ad esser mantenuti dalla mamma, si facevano tirare pei denti a dar qualche soldino in casa, e soltanto la figliola, tornando dalla filanda, portava tutti i denari della settimana alla Cecchina, e non domandava nulla.

C'era un altro giorno doloroso, un altro nuvolone nero su quell'orizzonte grigio, su cui il sole non aveva mai mandato un raggio di calore nè di luce.

La Cecchina, istigata dalla zia Giuliana, narrava la partenza di suo figlio per l'esercito, mentre il professore sorbiva, lento lento, il caffè.

— Giovanni era stato esente dalla leva perchè era il primo ed io era vedova, diceva la vecchia; e pochi mesi dopo aveva preso moglie e se n'era andato a Dongo a lavorare nella fabbrica di ghisa. L'anno dopo dovette andare Michele alla leva; quello non c'era modo di salvarlo.

Quando dovette partire, spogliai la casa di tutto quanto avevo. Quella poca tela messa da parte per la ragazza la vendetti; e poi gli diedi fin il mio anello nuziale, che lo vendesse a Milano per procurarsi qualche soldo. La mia figliola, poveretta,