Pagina:Torriani - Senz'amore, Milano, Brigola, 1883.djvu/126

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trovarono i bambini in capo alla scala, che, cogli occhi luccicanti ed il sorriso che scopriva i dentini bianchi, facevano a chi darebbe primo la grande novella e gridavano tutti col più alto tono della loro vocina:

— Sai che ci sono gli alari! Ci sono gli alari!

I nuovi venuti, senza nemmeno posare il cappello, colla cartella dei libri a tracolla, correvano a vedere, e tutti gli altri dietro per gioire della loro ammirazione. Anche il maestro, che aveva fatto l'acquisto, quando giunse a pranzo ricevette da tutta la famiglia in coro il grande annunzio, e sebbene rispondesse ridendo: «Li ho comperati io», dovette andar a vedere gli alari a posto nel camino spento, salvo ad ammirarli dopo pranzo nell'esercizio delle loro funzioni. Quel giorno il desinare fu corto. Tutti erano impazienti di dar fuoco alle legna. E la sera nessuno ebbe sonno, nessuno si tinse le mani, la signora Cavalletti non ebbe nulla da fare col fuoco, che crepitava allegro fra rami e ceppi solidamente sorretti dagli alari.

Tutta la famiglia, raccolta intorno al camino, apprezzava la nuova agiatezza che s'era procurata, e ne godeva.

— Era una spesa necessaria, diceva il capo di casa.

— E ne avremo finchè vivremo noi, e poi li lasceremo ai nostri figli, soggiungeva la madre.

— Così il caminetto fa buona figura, osservavano le ragazze, e se capitasse qualche amico, non si avrebbe a tremare di vedergli rovinare il focolare