Pagina:Torriani - Serate d'inverno, Madella, 1914.djvu/143

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— È vero, t'ho seguita, ed ho ascoltato tutto.

— Povera zia! disse Odda pensando alla delusione che doveva provare.

Questo scambio di parole sommesse fu fatto in un minuto, mentre lo zio Giorgio presentava seriamente Leoni e la sua famiglia a Fulvio.

Quando Odda e la zia si voltarono per unirsi alla compagnia, lo zio diceva accennando Valeria:

— E questa è mia figlia.

Valeria era rossa come una fiamma, ed imbarazzata come una collegiale, lei che non si confondeva mai; mormorò senza guardare Fulvio:

— Noi ci conosciamo già.

— Sissignore, disse il pittore. Ebbi il piacere di vedere la signorina, e di esserle presentato all'ultimo ballo del casino.

La zia Evelina, che non si ricordava di questo, e non osava dirlo per non offendere Fulvio, guardava lui e Valeria in atto di stupore.

— Tu non c'eri, zia, rispose Valeria indovinando il suo pensiero. Ti ricordi che all'ultimo ballo sono andata colle signorine Tali e colla loro mamma?

Si parlò dell'esposizione. La zia e la nipote c'erano state due giorni prima. Valeria, che, passato il primo momento, aveva riacquistata l'usata