Pagina:Torriani - Serate d'inverno, Madella, 1914.djvu/20

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Se in quella noia profonda ci fossero capitati dei libri di racconti, in cui non si fossero narrate passioni da romanzo per far infuriare il capo di casa vecchio, e che avessero ritratta qualche scena amena e commovente per divertire i giovani, sarebbero stati una benedizione.

Si sarebbe letta una novella ogni sera, ci si sarebbe conversato sopra un quarto d’ora senza misericordia pel povero autore, e sarebbe venuta l’ora di coricarsi; ed allora si sarebbe finito per dire:

— Malgrado tutto, ci ha fatto passare la sera, però.

Ed in vista di questo gli si sarebbero perdonati i suoi difetti, e l’indomani si sarebbe fatto ancora buon viso al libro, ed ancora, ed ancora finchè si fosse giunti all’ultima pagina.

Dopo si sarebbe dimenticato; pazienza; questa è la sorte comune dei libri che non hanno altro scopo fuorchè il diletto; ottenuto lo scopo il mezzo non serve più.

Ma più tardi, giungendo fra noi un altro volume dello stesso autore, avrebbe trovata la stessa accoglienza.

Di gente che passa la sera come la passavamo noi, ce n’è un numero sterminato. Sono le famiglie modello che stanno riunite, che si amano, che