Pagina:Torriani - Serate d'inverno, Madella, 1914.djvu/205

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me ieri a quest'ora, ad esercitare i suoi dentini? Infatti, che cosa mi prova che sia andata ad assiderarsi fra quei morti reali? Dio degli Dei! Ed io sto qui ad aspettarla come un grullo. Oh! l'immaginazione!

E via, un'altra volta di corsa lungo i portici di Po senza fermarmi finchè mi trovai, ansimante ed acceso in volto, nel negozio del pasticciere.

Era là. L'avevo trovata! Per tutte le cose dolci della terra! Mi sentii sollevare un peso dal cuore, come se avessi digerita la colazione.

Tornai a piantarmi, come il giorno prima, in faccia allo specchio, per contemplarla senza soggezione. Ma la vecchia rotonda dai ricci biondi le stava sempre dinanzi, e mi toglieva la vista della personcina elegante.

Quel giorno mi proposi di non lasciarmela sfuggire senza scoprire almeno dove fosse alloggiata, e quando uscì le tenni dietro.

Lei e la sua compagna camminavano con una celerità inglese, e mi fecero correre sino in via Cernaia. Là, entrarono in una casina piccola, che aveva un giardinetto a fianco.

Andavano a fare una visita? O a casa loro!

Rimasi al mio posto come una sentinella tedesca, per aspettare la risposta a queste domande. Sonarono le sei, le sei e un quarto, le sei e mezzo.