Pagina:Torriani - Serate d'inverno, Madella, 1914.djvu/57

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ceva a Parigi ed a Londra. Non s’era mai parlato di quel viaggio.

«Io non posso; debbo recitare doman l’altro, gli dissi. C’è una commedia nuova.

«Ma che! Ormai ero una signora, ero entrata in una famiglia nobile; non era più decoroso che io continuassi a recitare. Sì, egli aveva giurato per farmi piacere; ma quello era un capriccio da fanciulla. I suoi parenti non potrebbero tollerarlo... Egli voleva bastar solo alla mia felicità...

«Ed invece no, non mi bastava. Amavo l’arte con passione, e poi mi offendeva il vedermi ingannata così.

— Ebbene, gli dissi, partiamo subito.

«E partimmo. Entrai in un vagone in cui c’erano parecchie persone, ed il mio sposo dovette seguirmi malgrado il suo biglietto di coupé. Partimmo da Firenze alle sei del mattino ed alle otto di sera giungemmo a Torino senz’essere stati soli un momento.

«Dovevamo passare la notte a Torino e ripartire la mattina seguente per Modane. Ma, appena giunti all’albergo, gli dissi che avevo sofferto tutta la strada d’un atroce dolore ad un dente.

«Mi ci voleva il chirurgo-dentista. Il dottor Camusso mi aveva curata altre volte. Era necessario che mio marito andasse subito a cercare il