Pagina:Torriani - Serate d'inverno, Madella, 1914.djvu/59

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 55 —


e fare un bel matrimonio, e rimanere una buona artista diventando una gran dama, ed una buona moglie. Era stata un’illusione. Dovetti rassegnarmi a vivere divisa dal marito.

«L’anno scorso seppi, non dalla sua famiglia, ma per mezzo d’un giornale, che mio marito era morto di tifo.

«Nel contratto nuziale mi aveva fatto un assegno dotale abbastanza generoso, per assicurarmi un’esistenza agiata; e, malgrado il mio abbandono, non aveva presa nessuna disposizione per annullare quella donazione. Ma quando la reclamai, i suoi parenti ed eredi mi mossero lite.

«Io sono certa di vincerla; ma per mille riguardi non è conveniente che mi rimariti prima che sia terminata questa noiosa causa. Volete aspettare alcuni mesi, e continuare a volermi bene ed a farmi la corte?

— Potete domandarmelo, Vittoria? le risposi. Farò tutto quello che vorrete; vi lascierò continuare la vostra carriera.

— No, Gustavo, m’è passata la manìa di guarire il mondo da’ suoi pregiudizi. Ho capito che una vita a tesi è troppo difficile. E poi non ho più fede nella mia tesi. Siete voi che me l’avete fatta perdere. Finchè non si ama davvero si crede di poter sempre serbare una parte del nostro