Pagina:Tozzi - Giovani, Treves, 1920.djvu/18

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pigionali 11

piangeva, però; e le pareva che la bara le passasse dinanzi.

Allora attaccò discorso con una bambinaia; provandone una grande riconoscenza, perchè le parlava di tutt’altre cose.

E benchè si vergognasse d’essere escita fuori, tornò a casa prima di sera.

Per le scale, al buio, ebbe paura: mentre girava la chiave nella serratura, la gatta le si strofinò alle gambe senza miagolare. Ella gettò un grido.

Prima di addormentarsi, ma non chiuse mai le persiane perchè entrasse nella camera il chiaro di luna, guardò lungo tempo la parete aspettandosi che la morta picchiasse qualche colpo con le nocche delle dita.

Due giorni dopo, salendo un’altra volta le scale, la gatta le andò incontro miagolando. Ella si chiuse, sbattendo la porta fino a rintronare tutte le stanze.

Ma le ci voleva poco a capire che ormai quella casa non era più per lei: come quando c’è entrato un ladro. Infatti le pareva che ci mancasse tutto: anche l’aria. E, allora, cominciò a stare quasi ogni giorno fuori; sedendosi