Pagina:Tozzi - Giovani, Treves, 1920.djvu/58

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La casa venduta.


Io sapevo che quei tre venivano a trovarmi perchè vendevo la mia casa. Ma, nonostante, fui contento di sentire, dalla mia stanza, che domandavano di me. La serva non voleva farli entrare, voleva dire che non c’ero; ma io aprii la porta; e li salutai con un brivido nella voce e in tutta la persona. Essi mi risposero ridendo, strizzandosi un occhio; divertendosi della mia sciocchezza. Forse, credevano che non me ne accorgessi nè meno: in ogni modo, non se ne curavano. Lo capivo bene. Ma io non intendevo di cambiarmi d’animo. Dissi subito, fregandomi le mani: — Sono venuti per vedere la casa? Hanno fatto bene.

Li condussi prima, a girare l’appartamento che abitavo io: ch’era il più piccolo. Essi guardavano tutto; si fermavano perfino davanti a un mattone smosso. Uno, il signor Achille, che