Pagina:Tragedie (Pellico).djvu/147

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142 ester d'engaddi

Si fèsse dell’esempio imitatrice,
Maledizion di Dio sovra il suo capo!
I padri.Maledizion di Dio!
Jefte.                                    Sposi, se alcuna
Delle compagne vostre il vile esempio
D’Ester seguisse (ov’Ester pur sia rea),
Maledizion di Dio sovra il suo capo!
I mariti. Maledizion di Dio!
Jefte.                                   Popol d’Engaddi!
Se l’accusata il sacro nappo a terra
Scaglia o non bee, del suo delitto è prova:
Maledizion di Dio sovra il suo capo!
Tutto il popolo.
Maledizion di Dio!
Ester.1                                   Popolo....
Jefte.                                                   Taci,
E adempi il dover tuo.
Ester.                                              Popol d’Engaddi,
Di favellare han gli accusati il dritto?
Tutto il popolo.
Si! si! favella!
Ester.                     (Onnipossente Iddio,
Dammi tu forza!) — Il nappo io non ricuso,
Abbenchè sappia che del ciel non l’ira,
Tratta da questo rito, a me dia morte,
Ma velen che il pontefice v’infuse.
Frenate il furor vostro: i pochi accenti
Liberi sieno di chi muor. S’io mento,
Se bestemmia è la mia, se in cor di Jefte
Non è irreligiosa anima atroce,
Che ardea per me d’iniquo amor, che tutto
Per sedurmi adoprò, che i sacri giorni
De’ miei raminghi genitor m’offerse
Pur ch’a suo infame intento io m’arrendessi,
Io stessa, io tutta la più fera invoco
Maledizion di Dio! crescano a mille
Per questa avvelenata onda ch’io bevo

  1. Riceve la tazza, si fa forza, e vuol parlare alla moltitudine.