Pagina:Tragedie di Eschilo (Romagnoli) I.djvu/141

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102 ESCHILO

coro
Antistrofe II
Che dici? Ahimè, ahimè!
Senza piú vita i corpi erran dei Persi,
nel turbinio del pelago,
fra cozzo alterno di marosi immersi!
araldo
Gli archi nulla giovâr: l’urto dei rostri
tutti quanti distrusse i legni nostri.
coro
Strofe III
Leva angoscioso un gemito
sui Persïani, un ululo di lutto.
Oh derelitti! Ahi sorte in tutto misera!
Oh esercito distrutto!
atossa
Tacqui finor, misera me, percossa
dai miei malanni. La sciagura è tanta,
che parlare io non so, nulla piú chiederti.
È tuttavia necessità per gli uomini
patir gli affanni che i Celesti mandano.
Su, parla, e tutta la sventura svela,
pur se mescer dovrai parole e gemiti.
Chi vivo è ancora, e chi dobbiamo piangere