Pagina:Tragedie di Eschilo (Romagnoli) I.djvu/223

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184 ESCHILO

Polifonte gagliardo, a noi presidio,
a noi tutela: ché l’assiste Artèmide,
benevolmente, e gli altri Numi tutti.
Di’ chi preposto all’altre porte fu.
coro
Antistrofe I
Pèra chi scaglia le orrende minacce
su Tebe, il dardo lo colga del folgore,
pria ch’egli possa piombar sul mio letto,
e nelle ascose virginëe camere
balzando armato, mi tragga via schiava.
esploratore
Dirò chi, dopo questo, ebbe dinanzi
alle porte il suo posto. Etèocle terzo
balzò fuor dal riverso elmo di bronzo,
che alle porte Nistèe le schiere adduca.
Cavalle agita in giro, che s’impennano
sotto i frontali, di piombar bramose
contro i valli; e con barbara melode
le musoliere sibilano, piene
del soffio delle nari, e del fragore.
Né lo scudo d’insegna umil si fregia.
Sale un oplita i gradi della scala,
contro la torre dei nemici, e abbatterla
vuole, ed anch’egli grida, con intrichi
di lettere, che giú da quella torre
neppure Marte rovesciarlo può.